E’ ormai documentato che circa due persone su cinque di quelle che oggi entrano in ospedale presentano una delle innumerevoli forme di scompenso immunitario: può essere un asma, oppure un diabete di tipo 1, oppure un lupus, oppure una colite ulcerosa o una tiroidite, un'orticaria, una dermatite atopica, un'artrite reumatoide, una psoriasi, un'artrite psoriasica, un'alopecia, una malattia di Crohn, una malattia celiaca, una dermatite da contatto... Cosa riserva a questi pazienti l’attuale S.S.N? Oggi accade, generalmente, che questi pazienti vengano ricoverati in più ospedali o in più reparti, ripetutamente, per essere curati solo nell'organo interessato, con farmaci sintomatici diversi a seconda del reparto in cui il paziente viene ricoverato. Cosa chiedono i pazienti? Che venga allestito un ospedale in cui il paziente con IMID venga sottoposto ad un unico iter diagnostico-terapeutico e gli venga finalmente avviata una TERAPIA UNICA capace non di tamponare il sintomo, ma possibilmente di bloccare la causa della sua sofferenza una volta che questa sia stata univocamente accertata e conosciuta! Si provi solo per un attimo ad immaginare quanto risparmio ci sarebbe in termini di spesa farmaceutica, di disagi, di ricoveri e di liste d'attesa se ci si convincesse della semplicità di questi concetti. Nell’ottica del raggiungimento del miglior “costo/efficacia”, il modello “IMID” (Immune Mediated Inflammatory Disorders) sembra rappresentare la soluzione preferenziale in quanto ha influenza sul maggior numero possibile di discipline mediche con particolare riferimento a quelle in cui il sistema immunitario sia affetto da patologia o rivesta un ruolo chiave nella progressione di altre forme patologiche infiammatorie multiorgano o multisistema. In tale realtà pluridisciplinare la diagnostica subisce anch’essa una riconversione di carattere tecnico, scientifico e organizzativo, poiché viene privilegiata l’analisi dei marcatori che preludono alle progressioni patologiche, anziché di quelli che documentano il danno già intervenuto negli organi e nei sistemi. I marcatori d’elezione risultano, pertanto, quelli proteomici, ormonali, enzimatici e in generale tutti quelli connessi alle attività cellulari leucocitarie. Per quanto attiene, infine, all’accertamento diagnostico complessivo, la valutazione definitiva di questi pazienti comporta necessariamente il trasferimento del paziente dall’osservazione “d’organo” a quella sistemica. Nella realta' del nostro mondo, sempre più globalizzato, lo scambio continuo di conoscenze allargate e l'aggiornamento costante non può non costituire stimolo incessante per garantire un servizio sanitario di alta qualita'. Il Centro IMID ha già sviluppato una fitta rete di collaborazioni con altri Ospedali ed Enti di Ricerca in Italia e all'estero ed organizza regolarmente corsi di formazione ed aggiornamento e riunioni scientifiche di volta in volta indirizzati a clinici, ricercatori, personale paramedico ed anche ai pazienti ed alle loro famiglie. Il Centro IMID promuove e realizza, anche d’intesa con altri Enti e Strutture, italiani e stranieri, progetti di ricerca, strategici, integrati ed orientati: allo studio pluridisciplinare delle interconnessioni funzionali esistenti fra assetti genetici, determinanti ambientali e patologie infiammatorie immunomediate; all’approfondimento dei meccanismi aetiopatogenetici, alla validazione delle procedure diagnostiche e alla definizione di protocolli operativi; all’analisi dei quadri comportamentali, degli stili di vita e delle interferenze socio culturali; alla integrazione dei dati georeferenziali con quelli connessi alle variazioni genetiche ed epigenetiche e con quelli epidemiologici; alla piena utilizzazione in sede clinica, dei contributi provenienti dalla genomica, dalla proteomica, dalla metabolomica, dalla diagnostica molecolare del danno ossidativo.
E’ ormai documentato che circa due persone su cinque di quelle che oggi entrano in ospedale presentano una delle innumerevoli forme di scompenso immunitario: può essere un asma, oppure un diabete di tipo 1, oppure un lupus, oppure una colite ulcerosa o una tiroidite, un'orticaria, una dermatite atopica, un'artrite reumatoide, una psoriasi, un'artrite psoriasica, un'alopecia, una malattia di Crohn, una malattia celiaca, una dermatite da contatto...
Cosa riserva a questi pazienti l’attuale S.S.N? Oggi accade, generalmente, che questi pazienti vengano ricoverati in più ospedali o in più reparti, ripetutamente, per essere curati solo nell'organo interessato, con farmaci sintomatici diversi a seconda del reparto in cui il paziente viene ricoverato.
Cosa chiedono i pazienti? Che venga allestito un ospedale in cui il paziente con IMID venga sottoposto ad un unico iter diagnostico-terapeutico e gli venga finalmente avviata una TERAPIA UNICA capace non di tamponare il sintomo, ma possibilmente di bloccare la causa della sua sofferenza una volta che questa sia stata univocamente accertata e conosciuta!
Si provi solo per un attimo ad immaginare quanto risparmio ci sarebbe in termini di spesa farmaceutica, di disagi, di ricoveri e di liste d'attesa se ci si convincesse della semplicità di questi concetti.
Nell’ottica del raggiungimento del miglior “costo/efficacia”, il modello “IMID” (Immune Mediated Inflammatory Disorders) sembra rappresentare la soluzione preferenziale in quanto ha influenza sul maggior numero possibile di discipline mediche con particolare riferimento a quelle in cui il sistema immunitario sia affetto da patologia o rivesta un ruolo chiave nella progressione di altre forme patologiche infiammatorie multiorgano o multisistema. In tale realtà pluridisciplinare la diagnostica subisce anch’essa una riconversione di carattere tecnico, scientifico e organizzativo, poiché viene privilegiata l’analisi dei marcatori che preludono alle progressioni patologiche, anziché di quelli che documentano il danno già intervenuto negli organi e nei sistemi. I marcatori d’elezione risultano, pertanto, quelli proteomici, ormonali, enzimatici e in generale tutti quelli connessi alle attività cellulari leucocitarie. Per quanto attiene, infine, all’accertamento diagnostico complessivo, la valutazione definitiva di questi pazienti comporta necessariamente il trasferimento del paziente dall’osservazione “d’organo” a quella sistemica. Nella realta' del nostro mondo, sempre più globalizzato, lo scambio continuo di conoscenze allargate e l'aggiornamento costante non può non costituire stimolo incessante per garantire un servizio sanitario di alta qualita'. Il Centro IMID ha già sviluppato una fitta rete di collaborazioni con altri Ospedali ed Enti di Ricerca in Italia e all'estero ed organizza regolarmente corsi di formazione ed aggiornamento e riunioni scientifiche di volta in volta indirizzati a clinici, ricercatori, personale paramedico ed anche ai pazienti ed alle loro famiglie.
Il Centro IMID promuove e realizza, anche d’intesa con altri Enti e Strutture, italiani e stranieri, progetti di ricerca, strategici, integrati ed orientati:
Il Modello "IMID" 1 Inchiesta radio IMID 2 Inchiesta radio IMID Articolo su "la Repubblica"
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Articolo su "la Repubblica"